Non esiste buono o cattivo tempo

Secondo i rilievi eseguiti personalmente e volontariamente da Salvatore Quattrocchi e che verranno gentilmente messi a dispozione dell’Osservatorio Geofisico, la nevicata di venerdì 17 dicembre assomma, a Modena città, a 8 cm. L’ennesima di un anno decisamente nevoso, ma una nevicata di per se di consistenza abbastanza modesta, tuttavia perfida in quanto avvenuta proprio all’ora di punta del venerdì sera e sotto Natale, con temperature sotto zero, di -2,-3°C circa, con neve farinosa tipica da alta montagna che quasi volava via ma che, compressa al suolo, formava una tenace crosta di ghiaccio per la quale poco potevano fare le più moderne tecnologie delle automobili, gomme da neve, sale, mezzi meccanici ecc. Quasi un bis della “tormenta di Santa Lucia 2010” anche le temperature di stamane: -4.3°C in Osservatorio e -10.7°C al Campus universitario di ingegneria, valori ragguardevoli ma meno gelidi di quanto avvenne lo scorso anno proprio di questi giorni (-8.6°C il 21/12/2010 in Osservatorio).

Che giudizio dare dunque all’evento? Di per se, oggi una nevicata non è, se non raramente, un fenomeno particolarmente rischioso. Non ha molto sento parlare di “allarme neve”, peraltro nella nostra regione dall’inizio dell’anno sono stati diramati, dalla Protezione Civile, ben 127 allertamenti e gridare troppe volte “al lupo” poi fa abbassare la guardia quando il lupo arriva davvero.

Il problema è il mix fra la nevicata e il nostro frenetico modello di sviluppo: siamo noi che dobbiamo adeguarci ai tempi e ritmi della natura e non viceversa, sapendo per esempio rinunciare a una cena al ristorante, alla discoteca, alla palestra, al beauty center, allo shopping, tutte cose che possiamo tranquillamente rimandare. Ma d’altra parte i problemi sarebbero più contenuti e la gente rinuncerebbe più volentieri se a queste comodità non vi fossimo stati abituati da scelte politiche come quartieri dormitorio, servizi e attività decentralizzate, vere e proprie “calamite del traffico” come cinema multisala e centri commerciali, strade e tangenziali piene di svincoli, sottopassi, calvalcavia rotatorie che in occasione di nevicate le trasformano quasi in passi dolomitici.

Non esiste buono o cattivo tempo ma buono o cattivo equipaggiamento, ma anche la tecnologia, gomme da neve, sale, mezzi antineve ecc hanno dei limiti che noi non accettiamo ma che esistono se non altro perchè proprio in un pianeta limitato viviamo. Non possiamo dunque pretendere, anche per ragioni di sicurezza, di viaggiare in auto, treno e aereo agli stessi ritmi di quando c’è bel tempo.

Ed in ogni caso, consoliamoci col fatto che freddo e neve avranno breve durata anche stavolta: la prossima settimana cambia letteralmente aria, ancora una volta dalle gelide correnti artiche passiamo al mite scirocco africano. A meno di tenerne un po’ per ricordo in freezer, di questa neve, a Natale, non vi sarà probabilmente più traccia.

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COP 16 Cancun: riflessioni a ruota libera


Prima di ripartire dall’ospitale Messico e dopo essermi concesso un paio di giorni “free” per visitare le spiagge di Isla Mujeres e le rovine Maya di Chichen Itza, voglio condividere brevemente le mie inpressioni su come sono andate le cose qui a Cancun. Una volta di più, vivere un evento è molto diverso che leggerlo sui giornali. Partecipare a una COP come observer, “osservatore” è una vera esperienza di vita che mette a contatto con il mondo intero, ma proprio tutto, con gente proveniente da paesi che nemmeno sappiamo dove siano sulla carta geografica ma sono qui coi loro problemi. I side event, eventi e seminari tecnici, scientifici e politici sono sempre interessanti e di alto livello, anche se quest’anno la logistica su due location, il Cancun Messe per side event ed esposizione e il Moon Palace resort per i negoziati, non facilitava seguire sia negoziati che side event. Scelta comunque per altri versi azzeccata che ha evitato i problemi di Copenhagen.

Fra i side event ho seguito per cominciare ho seguito “High Level Conference of Sir Nicholas Stern and Presentation of the Advances of the study: “Economic Growth and Low Carbon for the Mexican Economy” dove Nicholas Stern ha parlato del rischio anche economico dei cambiamenti climatici e sottolineato la necessità di una “rivoluzione verde” per fermarsi poi a chiaccherare e fotografarsi cordialmente con tutti. Persona molto gentile peraltro.

Fra gli altri che ho seguito “Bearers of future responsibility: engaging children and youth in building climate change resilience” organizzato da Save The Children e con la presenza di Yvo de Boer dove si è data voce ad alcuni piccoli ambasciatori UNICEF vittime di cambiamenti climatici: ragazze/i e bimbi di Honduras, Belize, Indonesia, Haiti ecc vittime loro stessi dei cambiamenti climatici come la ragazzina di Haiti di 17 anni che ha già subito nella sua vita 14 uragani. Altro ne scriverò, con calma, nelle prossime settimane.

E veniamo ai negoziati: in gran parte a porte chiuse agli osservatori ma con trasparenza la Presidente della COP Patricia Espinosa ha esposto lo stato delle trattative in incontri dove ci hanno “messo la faccia” e si sono esposti al fuoco di fila di domande il Presidente del Messico stesso ed altri ministri o presidenti di Stati, quasi sempre di PVS, paesi in via di sviluppo: Honduras, Palau, Granada, Etiopia, Unione Africana, lo stesso Nicholas Stern che hanno ribadito la necessità di coinvilgere società civile ed anche il mondo privato e annunciato l’obiettivo del “pacchetto bilanciato di decisioni”: poco presenti se non assenti invece i leader dei paesi industrializzati.

Si arriva così fra una bozza e l’altra (una con una opzione, poi cassata, sui 350 ppm di massima CO2 in atmosfera) di documento alla plenaria finale: il prolungamento di Kyoto era ormai chiaro che era compromesso ma si lavorava invece sodo sul LCA , l’azione a lungo termine e del resto da vari side event emergeva come non è tanto importante quando raggiungere il picco delle emissioni da qui al 2020 (che, per inciso, ci sarà lo stesso causa picco del petrolio) ma quanto in seguito diminuiranno le emissioni.

Compare anche un fantaclimatica bozza delle Bolivia dopo il vulcanico intervento di Evo Morales: taglio delle emissioni a zero assoluto da qui al 2040, limite massimo di riscaldamento 1°C e di 300 ppm di CO2, tribunale di giustizia climatica ed altre cose ancora: naturale che non passerà ma è il segnale di come poi la Bolivia ci farà fare le ore piccole. Del resto con un documento come quello della Bolivia forse non avrebbero neppure potuto alzarsi in volo gli aerei per il nostro ritorno, per ridurre così tanto le emissioni.

Ed infatti si sono fatte le ore piccole in plenaria e anche io le ho fatte, terminando di approvare i vari documenti alle 7 del mattino, e pensate che tanti sono stati li, anche molti giovani, non per una festa di Capodanno o per far baracca in discoteca ma per seguire e applaudire i lavori delle Nazioni Unite.

Cosa ne è uscito? Intanto, prima ancora dei documenti più importanti, uno secondario ma non meno importante su “ricerca e osservazioni climatiche” dove fra le altre cose l’UNFCCC riconosce l’importanza delle osservazioni storiche. Il documento principale del pacchetto del Cancun Accord sul lungo termine invece è un “Cancun adaptation framework”, dove nel preambolo nella visione condivisa dei cambiamenti climatici si riconosce da parte di tutti i paesi l’inequivocabilità del global warming, la necessità di stopparlo entro 2°C e di valutare lo stop a 1.5°C nonché l’inequivocabilità di innalzamento del livello del mare, acidificazione oceani, perdita biodiversità, desertificazione, ritiro ghiacciai ecc: insomma l’AR4 IPCC è stato fatto proprio e riconosciuto da tutti gli Stati, anche quelli produttori di petrolio che anzi in plenaria con il Kuwait hanno citato il loro Profeta dicendo che anche se l’accordo non è perfetto se si pianta un ramo poi cresce una pianta.

Riconosciuta anche la responsabilità comune ma differenziata e altre cose ancora, quindi si incentra su vari temi: mitigazione, pur senza obiettivi precisi a lungo termine, adattamento, foreste, finanziamenti, trasferimento tecnologico, “capacity building”, ed in particolare la costituzione di un “green climate found”, fondo climatico verde, alimentato da 100 miliardi di dollari dal 2020 da parte dei paesi industrializzati con modalità da definire. In poche parole, l’accordo apre la strada a una nuova fase di lavoro su temi cruciale.

Credo dunque che Cancun rappresenti un importante  passo avanti, un grande favore alle future generazioni come ha detto la brava presidente COP Patrizia Espinosa. Abbiamo salvato il pianeta? Lo giudicheranno le future generazioni e in parte noi stessi, e certo il pianeta non ha bisogno di essere salvato, dobbiamo semmai salvare noi. Il “pacchetto bilanciato di decisioni” è complesso e lungo, ed è opera del lavoro diplomatico di due bravissime donne, Patricia Espinosa presidente della COP e Chistine Figueras segretaria dell’UNFCCC, entrambi di paesi latino americani che a loro volta sono stati abili nel tessere le fila e ricucire lo strappo fra i paesi e fra ONU e società civile di Copenhagen. Certo, l’opposizione ostinata della Bolivia è stata diciamo così soppressa con una approvazione forse forzata, ai limiti del diritto Internazionale, ma forse è vero che consenso non significa né unanimità né diritto di veto di un solo paese e anche questo apre un precedente importante per il futuro, nel bene e nel male.

Ne parlerò ancora, ora faccio le valigie e, anche se ho avuto due giorni di tempo per godermi sole, mare e visitare rovine Maya l’Italia, gli amici, l’Appennino, ed anche il freddo e la neve, mi mancano. E poi, le tortille saranno buone ma preferisco le tigelle!

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ricomincia la mia rubrica su Appennino bianco

Anche quest’anno le mie previsioni “speciali” per l’Appennino sono disponibili sul portale Appennino bianco, ecco a voi il primo post, uso   questo blog come archivio e per i commenti:

MeteoBlog di martedì 23 novembre 2010
RICOMINCIAMO? AFFILATE LE LAMINE!
Silente ma non dormiente: grazie a tutti quanti mi avete scritto e tranquilli, sono sempre qui a vigilare sulla grande neve del grande Appennino, che presto sarà bianco di nome e di fatto. Sono passati molti mesi da quando ci siamo lasciati, sotto le pazzie di Madre Terra e del vulcano che infine non si è rilevato così catastrofico da influenzare più di tanto il clima e l’estate. E a differenza di alcune notizie prive di fondamento che sono circolate in queste settimane, non stiamo ripiombando nell’era glaciale o nell’inverno più freddo degli ultimi 1000 anni e in fondo penso sia meglio così. 

siete curiosi di sapere che ho fatto in questi mesi? Beh, un po’ di vacanze mi ci volevano e così finchè c’è petrolio e prima di piombare nella fine del mondo o nel collasso della nostra civiltà (scherzo) ho pensato di andare a cercare nientemeno che l’inverno in piena estate, agli antipodi, andate a dare un’occhiata alle mie foto. Peraltro, nelle snow mountain, e il nome è tutto un programma volendo si sciava ma data la mia preferenza per le nevi nostrane e siccome laggiù non vi erano crescentine e lambrusco (in verità, in un bar le ho trovate, giuro!) ho preferito rincorrere canguri e coccodrilli.

altra cosa che ho fatto in questi mesi è una grande novità da molti attesa e richiesta: sono tornato in video, in TV, ormai si va sul digitale terrestre e dunque grazie a Class Meteo, nientemeno con un programma a mio nome, Lombroso Variabile, in onda su Class News Msnbc al venerdì alle 11, per un’ora intera dedicata a tempo e clima condotta insieme alla giornalista Silvia Sgaravatti. Tranquilli, per i tanti che a quell’ora sono al lavoro ci sono vari passaggi in replica al venerdì pomeriggio, sera e anche al sabato.

Torniamo dunque da noi, l’inverno bussa alle porte e probabilmente già sapete cosa bolle, anzi gela in pentola. Qualcosa sta cambiando e come al solito avviene verso San Clemente, quando l’inverno mette il dente. Aria fredda va ad alimentare la saccatura imperante da giorni in quanto iniziano a formarsi anticicloni nordici, i primi spiferi sono attesi da mercoledì pomeriggio, aumenteranno giovedì e venerdì si unirà la breve azione di una depressione Tirrenica. Non sarà nella configurazione da grandi nevicate ma comunque una prima gradita imbiancata fino a quote anche molto basse è praticamente garantita. Sul dopo, preferisco mantenere per varie ragioni prognosi riservata, unica cosa consolidata l’ennesimo week end di maltempo.

Tempo previsto dunque per oggi martedì 23 novembre 2010 giornata anche discreta, con poche nubi dalla parte emiliana ma cumuli imponenti quasi estivi nel settore Toscano da dove si scorgeranno tuoni e fulmini. Zero gradi a quota 1600 m, vento scarso.

La giornata di domani mercoledì 24 novembre 2010 è ancora abbastanza bella, ma il suolo resta ancora sgombro da neve e quindi passo avanti.

giovedì 25 novembre 2010 ilcielo si movimenta un po ma non c’è gran che da segnalare salvo i termometri in calo, lo zero termico scende a mille metri ma delle nubi ancora non scende praticamente nulla. A segnalare il cambiamento comunque il vento temporaneamente gira al SW

ed eccoci dunque al giorno della neve, venerdì 26 novembre 2010. In Appennino la do praticamente sicura, in collina molto probabile in pianura solo speranzosa per chi piace la neve o spauracchio poco probabile per chi viceversa gli da fastidio. Proviamo i primi azzardi di deposito? Necessariamente a questo stadio una forbice piuttosto ampia, diciamo da 5 a 25 cm a quota piste e qualche centimetro in collina, nessun deposito nella pianura emiliana, al più breve fioccata mista o molto bagnata.

E poi? Week end probabilmente molto tempestoso, l’aria fredda però va piuttosto verso la Spagna, ma non dico altro per non guastare la festa.

A giovedì per l’aggiornamento-neve

Luca Lombroso

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gomme da neve o catene a bordo

Gomme da neve o catene obbligatorie, il mio parere. Aggiungo che non
rendono invulterabili: in caso di neve lasciate a casa l’auto. E’
l’auto che va proibita quando nevica, non la bicicletta come ha fatto
con una ordinanza il comune di Sassuolo

http://www.modenaqui.it/html/articolo/60136

Lombroso: «Misura giusta, mira a ridurre i pericoli»
Le amministrazioni si muovono già in vista della neve, memori delle
eccezionali precipitazioni dell’anno scorso.
Ma dobbiamo aspettarci una replica del passato? Il celebre meteorologo
Luca Lombroso invita alla prudenza: «Per ora – dice – non si possono
fare previsioni».
Lombroso, non ci si può proprio sbilanciare sull’inverno che verrà?
«No, è presto: qualsiasi previsione seria non va al di là di una
settimana.
Non possiamo ancora dire nulla su quello che verrà».
Nessuna tendenza che possa in qualche modo dare indicazioni di massima
sulla stagione? «Al momento, dai dati che abbiamo in mano, possiamo
solo dire di aver passato un ottobre freddo e un mese di novembre
abbastanza mite, cosa quest’ultima per nulla eccezionale: anche l’anno
scorso è stato così».
Dunque dobbiamo aspettare l’evolversi della situazione.
Cosa ne pensa, in quest’attesa, dell’obbligo di antineve? «Mi sembra
un’ordinanza ragionevole: è giusto attrezzarsi con le dovute misure in
vista dell’inverno con un obbligo che duri nel tempo in zone come
quelle di montagna, dove magari la gente non sta a guardare sempre le
previsioni e può essere sorpresa dalla neve».
Lei, anche se lavora a Modena, gli antineve li ha montati?
«Assolutamente sì, e penso di toglierli soltanto a primavera».
(da.
Modena Qui.)

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Quattro passi nel clima

per comodità ecco qui, in ordine e in un unico post, tutti e quattro i video

Quattro passi nel clima

l’effetto serra, i cambiamenti climatici, l’impatto dei cambiamenti climatici, le buone pratiche ambientali

L’effetto serra

Cos’è l’effetto serra e perchè preoccuparsene?

Quali sono i gas serra e su quali di essi agisce l’uomo?
In questo video sono spiegati brevemente, in modo semplice ma chiaro e rigoroso gli aspetti di base dell’effetto serra e del perchè ce ne dobbiamo preoccupare.

i cambiamenti climatici

i ghiacciai sono una testimonianza vivente del riscaldamento globale: perchè il clima cambia e che fare?
Il clima è sempre cambiato nella lunga storia della terra, e allora perchè preoccuparci se cambia oggi?
i cambiamenti del passato avvenivano per motivi naturali e quasi sempre in modo graduale, oggi invece la causa è molto probabilmente da ricercare nelle attività umane e i cambiamenti sono così veloci che senza interventi non saremmo in grado di adeguarci o come si usa dire “adattarci”

L’impatto dei cambiamenti climatici

in questo terzo “passo” nel clima andiamo alla scoperta di quanto si riscalderà nel futuro il pianeta e delle sue conseguenze, ovvero dell’impatto dei cambiamenti climatici e di qual è la “soglia di sicurezza” per evitare danni catastrofici da cambiamenti climatici.

Le buone pratiche ambientali

il quarto e ultimo passo è dedicato alle buone pratiche ambientali, e si apre con i “numeri basi dei cambiamenti climatici”: pochi lo sanno ma bruciando un litro di benzina si producono 2.4 kg di CO2 e il metano non è così ecologico come si crede.
Compra bene, usa meno energia, muoviti senza inquinare, dai il buon esempio
sono un punto di partenza, di per se non sufficienti ma importanti educativamente per far si che non cambi il clima ma cambi il sistema.
Solo il cambio di paradigma della crescita economica infatti può consentire una transizione dolce e non dolorosa per uscire dalle crisi climatica ed energetica.

Il pacchetto “quattro passi nel tempo e nel clima” è nato con un progetto didattico del Comune di Modena presso il LEA di Marzaglia.
Il pacchetto è modulare e può essere adattato o ampliato per altri contesti per sensibilizzare la popolazione e le scuole ad una maggior attenzione ai problemi ambientali e alla sfida del clima.

Una produzione Veempictures, progetto editoriale Garden snc, Modena
Consulenza scientifica di Luca Lombroso
Montaggio Nicola Artico, Mirco Pellizzaro
Regia Enzo Valenti

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quattro passi nel clima – le buone pratiche ambientali

Che fare dunque per rimediare ai disastri del video precedente?
un punto di partenza, e non di arrivo, sono le “buone pratiche ambientali”: piacciono molto ai politici perchè scaricano la responsabilità sui singoli, ma mentre potevano forse bastare per Kyoto sono insufficienti per i nuovi obbligi “20 20 20 2020″ e lontanissime dalla necessità di ridurre dell’85% le emissioni entro il 2050.
Per questo, occorre non tanto un cambio di clima ma un cambio di sistema: abbandonare l’ideologia della crescita e avviarsi verso una transizione al low carbon. Ma ne riparlerò

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Quattro passi nel clima – l’impatto dei cambiamenti climatici

E con questo siamo a tre, buona visione e… auguri per i prossimi 90 anni!

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Quattro passi nel clima – i cambiamenti climatici

Ecco on line, a grande richiesta, il secondo dei quattro videoclip professionali che ho curato per una iniziativa del Comune di Modena e che proietto nelle conferenze pubbliche e nelle scuole con grande successo e con molta più efficacia che col classico powerpoint.

I cambiamenti climatici sono un fatto, sono sempre avvenuti in passato, ma perchè preoccuparci oggi quindi?

Perchè oggi la causa è molto probabilmente nelle attività umane, e del resto i numeri di questo filmato, finito ad agosto 2008, cambiano così in fretta che non riesco più a starci dietro nemmeno io: nei dieci anni più caldi sono entrati infatti anche il 2008, al 9° posto, e poi è scivolato al decimo col quindi posto del 2009 e probabilmente scivoleranno entrambi col 2010 che sarà o il più caldo o il secondo più caldo.

Per non parlare della CO2, che nel clip è indicata a 384 ma oggi è a 389 e presto varcherà soglia 390 ppmv. La “soglia politica” di 450 ppm se non si fa nulla verrà raggiunta in meno di 30 anni, ma di questo si parlerà nei prossimi due clip.

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proposta di una Carta d’azioni per il clima Modena 2030

carta d’intenti sulle possibili azioni per limitare il cambiamento climatico in atto sul territorio modenese

incontro OST Open Space Tecnology

Ho presentato queste proposte adatte   sulla base di “sustenaible Sydney 2030”, (vedi anche qui ) all’ incontro di Martedì 9 novembre 2010 in cui sono stato invitato dal Comune di Modena  per il progetto Liferaces.

Sabato sempre per questo progetto si tiene un incontro in Open Space Technology: in verità è un OST un po’ strano visto che vanno date le adesioni, comunque ho pensato di non fare solo il mio solito catastrofismo ma di presentare qualcosa di concreto su cui i partecipanti potranno discutere.

Queste sono le mie proposte per una carta di “Modena 2030″:

Obiettivi per “Modena 2030”

  • riduzione delle emissioni serra rispetto al 1990 del 40% entro il 2030
  • entro il 2030 il 40% dell’energia elettrica dovrà provenire da fonti rinnovabili
  • entro il 2030 portare al 40% l’uso dei mezzi pubblici per gli spostamenti casa-lavoro, altrettanto al 40% l’uso di mezzi pubblici o non privati da parte dei residenti
  • entro il 2030 almeno il 30% degli spostamenti in città dovrà avvenire in bicicletta e il 50% a piedi
  • entro il 2030 l’80% dei residenti dovrà risiedere a meno di 10 minuti a piedi (800 metri) da negozi alimentari, servizi sociali e sanitari, istituti di istruzione, divertimenti, luoghi di socializzazione, infrastrutture culturali
  • entro il 2030 ogni cittadino dovrà avere a meno di tre minuti a piedi (300 m) servizi di trasporto “green” e fermate di mezzi pubblici con frequenza almeno ogni 10 minuti nelle ore di punta e ogni 20 minuti nelle ore serali e festivi
  • dovrà crescere la coesione, la società civile e l’interazione e collaborazione fra persone e cittadini e ricostituirsi il senso di comunità

alcune proposte personali per raggiungere questi obiettivi

  • pedonalizzazione completa del centro storico
  • Le piste ciclabili con precedenza sulle auto
  • limite di velocità in città 30 km/h
  • iniziative di veri blocchi totali (nessuno escluso eccetto mezzi di soccorso)
  • incentivi all’efficienza energetica alle abitazioni
  • limite di velocità a 110 km/h sulle autostrade che attraversano il territorio e a 70 km/h sulle strade extraurbane
  • limiti alle emissioni del comparto ceramico di Sassuolo
  • riduzione dei rifiuti alla fonte, campagne e ordinanze per limitare l’usa e getta,
  • rifiuti zero: differenziata spinta, porta a porta, incentivi economici
  • azioni per ridurre i rifiuti industriali
  • stop aperture domenicali centri commerciali,
  • carbon tax per cinema multisala, grandi eventi, fiere ed aperture straordinarie

A Sydney sono già aperti i cantieri per obiettivi ben più stringenti di quelli che propongo, per cui ritengo che con la volontà politica siano obiettivi perseguibili. Ma come dice Al Gore, in America la volontà politica è una risorsa rinnovabile.

E a Modena?

Sydney, 1 luglio 2010, i cantieri di "Sydney 2030"

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Quattro passi nel clima – l’effetto serra

E’ con piacere che riapro il mio blog dopo un periodo “silente ma non dormiente” con la condivisione on line dei quattro brevi video-clip che ho proiettato e discusso più volte negli ultimi mesi nelle mie conferenze, serate e negli incontri divulgativi nelle scuole.

Il primo dei quattro video ad andare on line è una breve e concisa spiegazione di cos’è l’effetto serra e perchè preoccuparsene. Al di là degli aspetti più complessi e della spiegazione del fenomeno dell’effetto serra, quello che mi preme sottolineare è che

1) a differenza di ciò che molte persone anche con buoni livelli culturali ritengono, L’effetto serra è un fenomeno naturale.

2) effetto serra e buco nell’ozono sono due fenomeni distinti, con gli annessi problemi ambientali; esistono connessioni fra uno e l’altro, ma l’effetto serra non è una conseguenza del buco nell’ozono (si, la confusione mediatica ha portato anche a questo: c’è chi ritiene l’effetto serra una conseguenza del buco dell’ozono)

ci sono altre cose interessanti, ma vi lascio alla visione del video per scoprirle.

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