L’era delle tempeste

Oggi la situazione è deprimente, come preannunciato ancora una volta dopo un periodo freddo e nevoso le correnti sono girate e non solo non fa più freddo ma le temperatura in quota sono salite a valori tali da portare i bianchi fiocchi a malapena sul cocuzzo delle cime più alte, e aumenteranno ancora fino alla Vigilia di Natale. Al sud, per assurdo, temperature balneari a causa dello sciricco: 19°C stamane a Palermo e al pomeriggio si potrebbe perfino mettere il piedino in acqua.

La depressione insisterà e diventerà una vera e propria depressione tirrenica molto piovosa, acqua a catinelle e possibili problemi idrogeologici, poi come per incanto Babbo Natale prova a portare la neve fra la notte di Natale e Santo Stefano, in modalità da definire, dipende insomma se siamo buoni, altrimenti carbone.

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Scherzi a parte, che sta succedendo? clima impazzito? Dove è finito il global warming? C’è chi dice sta iniziando l’era glaciale. Nulla di tutto questo, oggi voglio però dedicarci qualche riga dato che onestamente devo ammettere che la situazione, più che sorprendermi, mi stupisce. D’altronde il nostro pianeta è fuori equilibrio: l’anno meteorologico (dicembre-novembre) si è chiuso come il più caldo da quando esistono i rilievi a livello planetario, e 19° più caldo in Italia: il global warming insomma non si è affatto fermato. Poi, al Polo Nord i ghiacci sono ai minimi storici con un deficit di circa 2 milioni di km2, più che Italia, Francia, Spagna e Portogallo messe assieme! Non ho quasi  dubbio   che tutto questo ed in particolare lo squilibrio dei ghiacci artici NON può non avere ripercussioni sulla circolazione generale dell’atmosfera, come naturalmente è tutto da dimostrare e approfondire ma c’è chi ci lavora sopra. Non vi tedio con articoli scientifici complicati, ma se masticate un po’ di inglese leggete invece   questo articolo del giornalista Giorge Monbiot sul Guardian: That snow outside is what global warming looks like. Mentre in Europa le temperature sono fra 0.5 e 5°C sotto le medie, Canade e Siberia segnano anomalie positive anche di 10°C o più.  Peraltro, da altri lavori sembra che, a parità di condizioni e circolazione atmosferica, in   situazioni come quelle di questi giorni in passato le temperature furono ancor più basse (Winter 2010 in Europe: A cold extreme in a warming climate
J. Cattiaux et a, Geoph.Reas.Letter vol.37).

Personalmente, parere personale, penso da tempo che le nevicate calano ma quando nevica, nevica più forte. Insomma, eventi estremi nevosi: niente neve, o troppa neve,  e del resto la situazione dello scorso inverno, con grandi nevicate, gelo, poi alluvione per Natale nel Modenese, con le casse dei comuni che piangono per le troppe spese per la neve ma nello stesso tempo bilanci mediocri per le stazioni da sci Appenniniche a causa della mancanza di neve natalizia dimostrano che il nostro sistema è fuori equilibrio non solo climaticamente.

A Cancun come ho detto credo sia stato fatto un buon passo avanti, ciò nonostante, ribadisco che pensare di tagliare le emissioni dell’80% è irrealistico. Dobbiamo comunque mitigare le emissioni, in ciò riprendendo Cancun si sono ottenuti buoni risultati sul fronte foreste con i REDD , pur fra luci ombre e dubbi. Ma dovremo anche adattarci e del resto l’accordo principale prevede un “Cancun Adaptation Framework”.

Non c’è dubbio infatti, e prendo a prestito titolo e contenuti del libro del grande climatologo James Hansen, che è già iniziata l’era delle TEMPESTE!

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