PM 10: Fiorano in pole position non solo con la Ferrari

 

Le piogge e il vento della settimana scorsa hanno ancora una volta nascosto sotto il tappeto le polveri inquinanti, le famigerate e temute PM10. Sono però bastati pochi giorni di tempo più stabile per riportare i livelli di polveri sopra i limiti concessi dall’Unione Europea di 50 microgrammi al metro cubo. L’Unione Europea ci concede in questo un “bonus”: possiamo permetterci di superare questo limite per 35 giorni all’anno, dopodiché siamo fuori regola.

Modena lo scorso anno ebbe il poco invidiabile primato di arrivare prima in regione sia nel raggiungere quota 35 che nei superamenti totali, che a fine anno furono 82 presso la centralina di Via Nonantolana, senza che vi fosse alcun miglioramento rispetto agli anni passati.

Quest’anno c’è una novità: il territorio Modenese giunge nuovamente primo in regione, ma non con il capoluogo bensì con il comprensorio ceramico: Fiorano ha già superato i 35 superamenti concessi dall’UE e oggi 23 febbraio è a quota 36, Maranello è a quota 33 e Modena a soli, si fa per dire, 29. L’analisi del perché di queste differenze è complessa, rientrano in gioco anche alcuni fattori microclimatici che sarebbe interessante studiare e approfondire, ma una cosa è chiara: traffico pesante, strade, superstrade e tangenziali, inceneritori, nonché emissioni industriali concorrono e pesantemente alla formazione dei PM10 che poi grazie ai venti si spostano altrove.

Il problema dell’inquinamento è complesso e le sorgenti dei PM10 sono molteplici. I provvedimenti antismog sono insufficienti, occorrono scelte coraggiose sulla mobilità, ma anche sull’urbanistica, sul commercio, sull’energia, sull’industria e sui rifiuti

Una considerazione infine sul ruolo del verde: i dati delle centraline di Parco Ferrari a Modena e di Sassuolo, pure posta in un parco, testimoniano chiaro come il verde pubblico gioca un ruolo fondamentale di “biocompensazione”: chiaro anche qui dunque che piuttosto che una ennesima “calamita di traffico” come una piscina, nel Parco Ferrari di Modena sarebbe auspicabile estendere il verde pubblico e piantare alberi.

Ma forse sarebbe il caso di ripensare il modello dei centri commerciali lontano dalle città e anche alcune opere pubbliche che stanno per essere realizzate, come la Modena-Sassuolo e la Cispadana.

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