Rassegna dei post e articoli di Luca Lombroso sulla COP 19

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A una settimana dalla conclusione della COP 19 di Varsavia, raccolgo qua la rassegna dei miei post sparsi nella rete, insieme allo storici dei tweets e ai link dei principali articoli dove sono stato citato.

Non aggiungo altro di commenti ai risultati della conferenza, credo sia giusto ognuno si faccia la sua idea, è chiaro che non abbiamo salvato il mondo, ma possiamo e soprattutto dobbiamo farlo, dobbiamo evitare AD OGNI COSTO che il global warming ecceda i due gradi. anche perché non è il mondo che dobbiamo salvare, ma noi o quanto meno la “società globale interconnessa” come l’hanno definita in alcuni side event.

15 novembre 2013, blog personale lucalombroso.wordpress.org

serve un nuovo “patto di Varsavia”

https://lucalombroso.wordpress.com/2013/11/15/serve-un-nuovo-patto-di-varsavia/

16 novembre 2013,

che tempo farà sui negoziati?

https://lucalombroso.wordpress.com/2013/11/16/che-tempo-fara-sui-negoziati/

18 novembre 2013,

Varsavia,Filippine e Sardegna

https://lucalombroso.wordpress.com/2013/11/18/varsaviafilippine-e-sardegna/

22 novembre 2013

Conferenza mondiale sul clima, la protesta degli ambientalisti

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/22/conferenza-mondiale-sul-clima-la-protesta-degli-ambientalisti/786989/

23 novembre 2013,

Dopo Varsavia: Lima e l’accordo sono lontani ma Parigi val bene una COP

https://lucalombroso.wordpress.com/2013/11/23/dopo-varsavia-lima-e-laccordo-sono-lontani-ma-parigi-val-bene-una-cop/

24 novembre 2013

Tutte le COP fallimento per fallimento

https://lucalombroso.wordpress.com/2013/11/24/tutte-le-cop-fallimento-per-fallimento/

24 novembre 2013

Domanda da 1 mln $ Alla COP

https://lucalombroso.wordpress.com/2013/11/24/domanda-da-1-mln-alla-cop/

26 novembre 2013

storify dei tweets seconda settimana alla COP 19

http://storify.com/LucaLombroso/lombroso-alla-cop-19

26 novembre 2013

Da Varsavia a Modena: si fa troppo poco contro i cambiamenti climatici

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/26/da-varsavia-a-modena-si-fa-troppo-poco-contro-i-cambiamenti-climatici/791992/

video You tube

20/11/2013,  Musica Reggae pe ril clima http://www.youtube.com/watch?v=3o1ItTuCVfc&feature=c4-overview&list=UUDm0Xa9D6n-HePsaVJOBdHg

20/11/2013,   Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando http://www.youtube.com/watch?v=GjfAmz2v9EI&feature=share&list=UUDm0Xa9D6n-HePsaVJOBdHg&index=3

21/11/2013, il ministro dell’Ambiente di Cuba http://www.youtube.com/watch?v=jtddhaPCTEQ&feature=c4-overview&list=UUDm0Xa9D6n-HePsaVJOBdHg

22/11/2013, NASA hyperwall, la CO2 http://www.youtube.com/watch?v=5HYYVS_8OiY&feature=c4-overview&list=UUDm0Xa9D6n-HePsaVJOBdHg

23/11/2013, plenaria conclusiva, Loss&Damage http://www.youtube.com/watch?v=Vp8FhJk8V68&feature=c4-overview&list=UUDm0Xa9D6n-HePsaVJOBdHg

Altro: 

15 novembre 2013

Prometeo, Class TV, COP19, a Varsavia contro la crisi del clima

http://www.youtube.com/watch?v=ahauR14hAHU

20 novembre 2013,

E adesso chi pagherà per i disastri del clima impazzito?

http://www.lastampa.it/2013/11/20/scienza/tuttoscienze/e-adesso-chi-pagher-per-i-disastri-del-clima-impazzito-ysOEq54mkXJwbUONe8eHNI/pagina.html

21 novembre 2013,

Caterpillar AM (podcast, al minuto 12) http://www.radio2.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-d475ec79-7c11-4f39-b0c8-da7d9fe6313a.html#

21 novembre 2013,

live streaming da Varsavia di Italian Climate Network

http://www.italiaclima.org/index.php/approfondimenti-climatici/negoziazioni-sul-clima-le-cop/conferenza-delle-parti-cambiamenticlimatici-cop19-varsavia/333-live-da-varsavia

http://www.youtube.com/watch?v=_mmBjitXm1U

21 novembre 2013

In diretta da Varsavia Cop19 le ONG abbandonano la conferenza sul clima

http://www.ecoblog.it/post/116959/in-diretta-da-varsavia-cop19-le-ong-abbandonano-la-conferenza-sul-clima

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Domanda da 1 mln $ Alla COP

Anche in hotel atmosfera da COP: stamane, a colazione con delegato del Mozambico, abbiamo parlato di povertà, crisi economica, cambiamenti climatici e catastrofi.
Gli ho,parlato dell’alluvione in Sardegna e dei misfatti della Troika in Grecia, per cui è rimasto senza parole.
Poi mi ha fatto una domanda da un milione di dollari: perché i paesi industrializzati sono così sordi alle richieste dei paesi meno sviluppati?
Gli ho risposto, brutalmente e sinceramente:
Money.
Per i soldi, e perché non vogliamo rinunciare a niente del nostro insostenibile stile di vita (forse e in parte io per primo),
Ci siamo salutati, dati la mano e scambiato indirizzi.
A proposito, cercano meteorologi in Liberia, saint Kitts Nevis (isole caraibiche) e altri.
Prevedere le catastrofi serve a prevenire i danni. Il problema nei paesi in via di sviluppo non è tanto prevedere gli eventi estremi e i tifoni, ma comunicare e fare arrivare alla popolazione l’allerta meteo.
Ricorda qualcosa anche dalle nostre parti…

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Tutte le COP fallimento per fallimento

Finita la Conferenza di Varsavia sul clima, ho ripercorso idealmente le mie ultime COP. Sono solo 4 negli ultimi 5 anni, ma qualcosa posso dire di aver visto e vissuto. Dunque, ricapitolando, ancora una volta in termini calcistici come da titolo:

COP 15, copenhagen 2009: la grande speranza e un grande fallimento, con una frattura che rischiava di essere insanabile fra società civile e Nazioni unite. Ma anche i popoli, le genti e i giovani da cui, dissi, é da loro che deve venire il cambiamento. slogan: Copenahgen- hopenaghen (o flopenaghen). Frase storica: se il clima fosse una banca sarebbe stato salvato (Hugo Chávez)

COP 16, Cancun 2010: yes Cancun can, la frase e così un po’ fu, é stata per ma la più bella COP a cui ho partecipato, con la sorpresa di un accordo corposo e ricco di buone promesse anche se con poca sostanza. Un buon successo diplomatico ma uno scarso risultato per il pianeta dissi, ma se non altro dopo il fallimento di copenhagen si ricucì un po il rapporto con la società civile.

COP 17, Durban 2011: una bella conferenza con risultati interlocutori. Ne é uscita la ADP, la ad hoc Durban platform che dovrà guidare il negoziato fino alla COP del 2015 per arrivare all’accordo di riduzione delle emissioni. Prorogato, ma non realmente approvato nei dettagli, il secondo periodo di kyoto. Diciamo un bel viaggio, una bella COP, con una lunga notte da cui si è usciti con poco di sostanza.

COP 18, Doha: una conferenza sul clima in Quatar é come un congresso di donatori di sangue nel castello di Dracula, quindi non andai. Ne uscì comunque la formali-89!: del secondo periodo del protocollo di kyoto, che però i vari stati dovranno (e devono) ancora ratificare e da cui sono un po alla volta usciti Canada, Giappone e Russia.

COP 19, Varsavia: dalla speranza di un patto di Varsavia a “Varsavia, fallimento climatico?” Mi ha scritto qualcuno in Facebook. Ennesima lunga notte dopo una settimana passata in una location non adatta a una COP, un mastodontico stadio. La conferenza svolta in Coaland (terra del carbone, parafrasando Poland), con la mia frase storica: mettersi d’accordo sulla responsabilità storica delle emissioni é come scoprire chi ha mollato in ascensore.. Non si può dire che non sia uscito nulla, ma le catastrofi meteoclimatiche non attendono certo la diplomazia e alla gente comune non si può dire “beh in fondo e stato approvato il loss&damage”.

COP 20, Lima 2014: bello il Perù, ma molto lontano. E in un anno può succedere di tutto

COP 21, Parigi 2015: Parigi Val bene una COP ho detto, ma in due anni può succedere di tutto e di più.

COP 22, Senegal? Già se ne parla.

Allora, che avessi ragione in Apocalypse now? Ipotizzando la decisione in una futura COP 99 dopo un terribile anno delle catastrofi?

C’è chi dice che dalle crisi energetica, climatica ed economica ne potremmo uscire solo o con un un risveglio dopo una grande catastrofe o, peggio ancora, con una guerra. Ma stavolta, per le armi in gioco e per il declino delle risorse energetiche, non so se potrebbe poi esserci la ripresa come dopo la seconda guerra mondiale. Si diceva, ai tempi della guerra fredda, che dopo una eventuale terza guerra mondiale, la quarta sarebbe stata combattuta con la clava.
Dunque, caro Ban ki Moon, stimatissima Christiana Figueres, egregi ministri che parlate in plenaria: basta parole, parole, parole, svegliarci, calatevi nella realtà dal mondo ovattato e di privilegi dove vivete, servono fatti, fatti, fatti. Senza aspettare la catastrofe.

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immagine cortesia http://www.adoptanegotiator.org

Dopo Varsavia: Lima e l’accordo sono lontani ma Parigi val bene una COP

Si é conclusa con scarni accordi, generici e prevalentemente di intenti la COP 19 di Varsavia, 19a Conferenza Delle Parti sui Cambiamenti Climatici delle nazioni unite.
Degli aspetti tecnici e sui dettagli dei vari documenti approvati ne parleranno i siti e blog amici http://www.climalteranti.it e http://www.italiaclima.org e vi rilancerò i vari post di approfondimento. Altrettanto, preparerò post con ulteriori riflessioni sui miei vari blog,nin articoli vari nonché per la newsletter della Fondazione Lombardia per l’ambiente che mi ha nuovamente ospitato in delegazione e a cui vanno i miei ringraziamenti,
Ora, dopo l’ennesima, terza consecutiva, lunga notte di negoziati conclusi, in tema calcistico visto che eravamo in uno stadio, dopo tempi supplementari e calci di rigore voglio solo lanciare qualche riflessione “a caldo”.
Ieri, vista l’aria che tirava infatti sono uscito presto e delito dal mastodontico stadio di Varsavia. La COP si era infatti fin li rilevata deludente, e mi sono chiesto:
cosa sono venuto a fare a Varsavia?
Sono venuto in Polonia soprattutto nella speranza di una “sorpresa”, un nuovo “PATTO DI VARSAVIA” per il clima. Vero, le attese erano solo della preparazione del percorso per arrivare all’accordo di Parigi nel 2015 per ridurre le emissioni dopo il 2020. Nel frattempo però i cambiamenti climatici non attenderebbero i tempi della diplomazia e le speranze di restare sotto i fatidici due gradi di soglia di pericolo per il globalwarming. Così, speravo in un “risveglio”, magari dietro l’emozione del tifone delle Filippine o, perché no, dell’alluvione in Sardegna.
Ma così non é stato e si capiva fin da subito, con lo sciopero della fame del delagato delle Filippine Yab Sano, poi le azioni di protesta delle ONG ambientaliste, prima uscite in massa dalla COP quindi insegnando proteste dentro lo stadio di Varsavia, sulle gradinate che circondano i tendoni con le plenarie.
Per un po, confesso, mi sono chiesto se vale la pena continuare a fare conferenze, scrivere libri, intervenire in radio e TV. Poi, ovvio, ha prevalso il senso di responsabilità: bisogna continuare a lottare per un mondo migliore, come ha detto la ministra di Cuba nella sezione ad alto livello.
oggi, ho realizzato che ho fatto bene a venire ed anche, ieri, a “staccare la spina”, uscendo, riposando e facendo una bella passeggiata in centro. Del resto la COP é sempre una bella esperienza ed occasione di contatti, scambi, amicizie, idee e progetti con persone di paesi anche quasi sconosciuti, da vero esame di geografia. Ho avuto occasione di incontrare persone di Uruguay, burkina faso, Nepal, Malawi, repubblica dominicana, e addirittura delle isolette caraibiche di Saint Kitt e Nevis. Piacevole anche l’incontro con il Ministro dell’ambiente italiano Andrea Orlando, che ha ricevuto i molti italiani di varie ONG presenti.
oggi, dicevo, riprese le plenarie in mattinata dopo una notte insonne degli amici Federico, Federico e Veronica, e altri che mi informavano dallo stadio via whatsapp, ho deciso di tornare allo stadio per i lavori conclusivi.
La buona notizia per cui ho deciso di tornare allo stadio era che, al di la degli scarni accordi, il nostro giovane Federico brocchieri ha messo a segno un doppio goal, facendo inserire nel documento della ADP (ad hoc Durban platform) un articolo sull’equita intergenerazionale e addirittura venendo inserito per un intervento nella relativa plenaria, quest’ultimo poi saltato per questione di tempi tecnici.
Le ultime fasi della plenaria sono state, come a Cancun 2010 e Durban 2011, concitate, con negoziati in mezzo alla sala della plenaria e con interventi critici verso l’irresponsabilita dei paesi industrializzati da parte di alcuni paesi, in particolare Venezuela, Bolivia ed Ecuador. Anche G77″ Cina e altri paesi hanno contestato la mancanza di responsabilità dei paesi occidentali, così mi é venuta la “frase storica” che tanto successo ha avuto in Twitter:
mettersi d’accordo sulla responsabilità storica delle emissioni é come scoprire chi ha mollato in ascensore.

Infine, i vari documenti sul “loss&damage, REDD, i controversi meccanismi flessibili di kyoto e il percordo della ADP verso Parigi sono stati approvati fra baci, abbracci e applausi. Non che ci sia molto da applaudire, ma quanto meno non vi è stata la rottura. Si va così alla COP 20 a Lima per preparare l’accordo alla COP 21 di Parigi dove si dovrebbero stabilire le riduzioni vincolanti da attuare dal 2020. Ci si riuscirà e soprattutto saremo a tempo per evitare che il clima vada fuori controllo?
La strada é in salita, le catastrofi non attendono e accordarsi in una gigantesca “assemblea di condominio del pianeta terra” non è facile.
Ma bisogna continuare: i pur importanti comportamenti individuali non bastano e non possiamo permetterci di attendere una catastrofe per svegliarci. non credo che andrò a Lima, troppo lontana e costoso, a chi dice che alle COP ci sono solo funzionari strapagati ricordo che molti giovani erano qui a proprie spese e che nel mio semplice ed economico hotel c’era l’ambasciatore di costa rica e un capo di stato.

Lima é lontana ma al 2015 non manca molto (sperando le catastrofi attendano) e Parigi.. Val bene una COP!

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Varsavia,Filippine e Sardegna

La mia prima giornata qui a Varsavia é passata. Una giornata stancante, la location nello stadio é enorme e dispersiva, si cammina molto e fa senz’altro bene alla salute ma male ai piedi. Stancante e impegnativa, ma molto interessante, al solito fra i side events non si sa quali scegliere.
Prima ancora però la stocktaking information plenary dove la presidenza della COP ci ha dato alcune (scarne) informazioni sullo stato dei negoziati. É uscito un primo documento che a prima vista non è altro che una serie di buoni intenti di ciò che si dovrà decidere a Parigi nel 2015 per poi ridurre le emissioni dopo il 2020.
Intanto, il pianeta terra e soprattutto gli eventi estremi non attendono le decisioni e procedono in modo drammatico. Leggo ora, rientrato in hotel mentre scrivo questo breve post, del l’ennesima alluvione italiana, con la Sardegna devastata da nubifragi, alluvioni lampo e alluvioni urbane. Il solito mix eventi estremi, dissesto del territorio, urbanizzazione selvaggia, ecc.
Guarda caso di eventi estremi collegati alla fusione precoce e rapida dei ghiacci artici si è parlato in un interessante side event al US center, il ricco stand degli stati Uniti. Ne ha parlato la ricercatrice Jennifer Francis, confermando le ipotesi che il ritiro dei ghiacci artici da un lato aumenta il trasporto di calore (e quindi energia) in atmosfera arricchendola di vapore acqueo e dall’altro aumenta l’ampiezza delle onde planetarie, rallentando la corrente a getto. Il risultato, l’aumento degli eventi estremi.
Eventi estremi a cui ci si deve prepare: le Filippine, di stretta attualità perché colpite dal tifone Haiyan, lo stanno facendo, ma hanno sottolineato, importante, che L’adattamento é funzionale alla mitigazione e non la deve né tanto meno può sostituire. Resilienza é per loro una parola chiave.
Dicevo della Sardegna, purtroppo siamo al l’ennesima tragedia meteoclimatica annunciata e prevista. Vero, il territorio italiano é dissestato e il singolo evento non può essere ascritto rigorosamente ai cambiamenti climatici. Ma i singoli eventi sono ormai troppi. Nel mio libro Apocalpse now? Parlo del 2012 anno delle catastrofi, volevo tenere aggiornato l’elenco ma non i sono riuscito:fateci caso, ad ogni perturbazione in Italia ci scappa l’alluvione. Qualcuno dirà che la statistica non è sufficient, ma non possiamo permetterci di attendere conferme di ciò che si sa: gli eventi estremi sono qua.

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http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/le-drammatiche-immagini-del-nubifragio-a-uras/20464/20513

che tempo farà sui negoziati?

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“il clima di dice quali abiti portare, il tempo quali da indossare”.
Dunque, ora a Varsavia fa freddo, fra 0 e 5°C, freddo solo relativo per quelle zone. Le temperature dovrebbero poi aumentare mentre verso metà fine settimana potrebbe arrivare aria fredda, secondo ECMWF anche neve. Ma la situazione è incerta, come si vede dal diagramma del PLUME (che tutti chiamano, sbagliando, spaghi).
Forse questo diagramma rappresenta anche le diverse posizioni dei diversi paesi e, a lungo termine, la probabilità di raggiungere un accordo e, soprattutto, di “salvare il mondo”.
Poco male, festeggeranno topi e scarafaggi.

serve un nuovo “patto di Varsavia”

Ritorno su questo blog per rinnovato nel templete per l’occasione dove potrete seguirmi alla COP 19 di Varsavia. Parteciperò alla seconda settimana di negoziati ancora una volta cortesemente ospitato nella delegazione della Fondazione Lombardia per l’Ambiente, che organizza anche un side event che si terrà giovedì 21 novembre 2013.

Nel Blog personale posterò impressioni e commenti “al volo” ma di cui voglio lasciare traccia, poi, mi potrete seguire in twitter, con live durante side events e negoziati con hastag #cop19 e altri a seconda dell’evento e nel profilo e nella pagina facebook.  Seguite anche gli amici di www.italiaclima.org , il blog www.climalteranti.it , la mia lista di twitter e quanto vi linkerò.

Nessuno si aspetta che a questa COP si “salvi il mondo”, sia perché è un appuntamento intermedio dove si dovrebbe preparare la strada per l’accordo che dovrebbe essere stipulato nel 2015 a Parigi alla COP 21, sia per la pressione delle lobbies dei combustibili fossili sporchi, non dimentichiamo che la Polonia è grande utilizzatore di carbone e preme per l’uso dei tanto e giustamente temuti shale gas e fracking.

Ci sono tuttavia un paio di elementi di speranza, il primo è la pressione della società civile e dei giovani conseguenti il tifone Haiyan nelle Filippine, col delegato e capo delegazione Yab Sano che ha addirittura iniziato uno sciopero della fame. Vi invito a firmare l’apposita petizione on line al riguardo.

la seconda novità, riguardo fracking e affini, sembra vi sia un testimonial d’eccezione, molto in alto: S.S.Papa Francesco I.

Dunque, come dico in Apocalypse now? alle  COP la sorpresa è sempre dietro l’angolo; chissà che non ne esca un nuovo “Patto di Varsavia”. In fondo, vi è un nemico comune dell’umanità, i gas serra. Dobbiamo difenderci dal global warming, dichiarando pace alla natura.