che tempo farà sui negoziati?

MT8_Warschau_ens

“il clima di dice quali abiti portare, il tempo quali da indossare”.
Dunque, ora a Varsavia fa freddo, fra 0 e 5°C, freddo solo relativo per quelle zone. Le temperature dovrebbero poi aumentare mentre verso metà fine settimana potrebbe arrivare aria fredda, secondo ECMWF anche neve. Ma la situazione è incerta, come si vede dal diagramma del PLUME (che tutti chiamano, sbagliando, spaghi).
Forse questo diagramma rappresenta anche le diverse posizioni dei diversi paesi e, a lungo termine, la probabilità di raggiungere un accordo e, soprattutto, di “salvare il mondo”.
Poco male, festeggeranno topi e scarafaggi.

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Alluvione bis di Natale

per il secondo anno consecutivo siamo alle prese con il rischio fiumi per Natale. L’estremizzazione del clima è sotto i nostri occhi. La neve non è sparita, la neve, per nostra fortuna, esiste ancora, ma per nostra sfortuna ci coglie più impreparati del passato per la fragilità della nostra società e ci crea ancor più problemi: come arriva repentina altrettanto in fretta se ne va, e questo, in questi termini e modi, non è normale. Precipitazioni eccezionali o straordinarie? No, ormai non più. Ha poco senso anche parlare di “allerta” o “allarme”: le previsioni ancora una volta sono state perfette, ma dato che gli allerta regionali sono ormai a 130, uno ogni 3 giorni, significa che c’è qualcosa che non va sia nel clima che nel sistema di prevenzione. Ad ogni evento, si allerta: perchè? Perchè gli eventi sono più intensi, ma perchè abbiamo bisogno ormai che qualcuno ci dica “attento, piove, prendi l’ombrello” e del resto guartali bene, gli allerta (http://www.protezionecivile.emilia-romagna.it/ultimiavvisi) : una pagina intera di indirizzi, qualche riga di previsione, non bastassero le provincie e i comuni il territorio è diviso in incomprensibili, per il pubblico, zone A, B, C, ecc, e una pagina di citazione di decreti e raccomandazioni per addetti ai lavori ma incomprensibili per il pubblico.

sono piogge abbondanti, un tempo poco frequenti ed ora la normalità come ormai è la normalità la repentina fusione della neve. E’ solo l’inizio di quanto ci aspetta in futuro: una vera e propria era delle tempeste con fenomeni anche a sorpresa a cui non siamo abituati. ecco comunque qualche dato: soli 15-20 mm nelle ultime 72 ore a Modena città, normalissime piogge, ma oltre 100 nel bacino del Secchia a cui si è sommata la fusione della neve. Consoliamoci anche con le previsioni: ancora un po’ di pioggia ma poi fra Natale e Santo Stefano ci salverà ancora una volta la neve, almeno fino alla prossima sciroccata, che per fortuna non è nelle previsioni, anzi si vede finalmente un anticiclone all’orizzonte di fine anno. Niente bianco Natale a Modena, ormai è quasi certo, che aspettiamo ancora dal 1963 ma forse bianco Santo Stefano: e guai a chi si lamenta del primo fiocchio, tutti a far pupazzi!

Le alluvioni, le piene dei fiumi Appenninici non sono una novità: la pianura padana del resto è anche una pianura alluvionale, il sedimento porta nutrimento ai campi. La novità sta nel fatto che le piene arrivano in pieno inverno e questo a quanto mi risulta era molto raro in passato. L’altra novità sta nel fatto che i fiumi nel loro cammino incontrano sempre più opere dell’uomo da distruggere o quanto meno danneggiare. I fiumi insomma non fanno altro che il loro mestiere: scorrere, portare l’acqua al mare e i materiali che poi vanno lentamente a formare le spiaggie di cui poi ci lamentiamo dell’erosione. E’ sicuramente necessario intervenire per migliorare le difese, insomma “adattarci” al clima che cambia, in quanto ormai è una realtà, ma è anche necessario mitigare l’effetto futuro dei cambiamenti climatici perchè altrimenti argini e dighe un giorno non basteranno più di nuovo. Non a caso il documento principale della COP 16 è il “Cancun adaptation framework”, accordo quadro sull’adattamento di Cancun. Tutti hanno riconosciuto, stavolta, l’urgenza e la presenza del global warming, anche i paesi produttori di petrolio, i quali stanno peraltro investendo in fonti rinnovabili. Vedo con piacere che anche l’Appennino inizia a investire sulle rinnovabili, ma non basta: occorre che tutti ci uniamo contro questo nemico comune, coinvolgere la società civile ma anche il settore privato come ha detto Nicholas Stern, autore del noto ononimo rapporto. Occorre una vera e propria nuova rivoluzione industriale, ma anche, aggiungo io, culturale. Non si esce dalla crisi costruendo nuove strade, nuove grandi opere, parcheggi, ma investendo sulla difesa del territorio e su un futuro sostenibile e di pace per tutti.in questo, lasciatemelo dire, un’opera inutile e dispendiosa come la Modena-Sassuolo è ancor più che uno scempio ambientale un’assurdità, uno spreco e un diversivo dai veri motivi della crisi, fra cui vi sono anche le esternalità ambientali coi loro costi (il facile guadagno del passato viene pagato dalla collettività, da altri popoli e da altre generazioni), scarsità di risorse e primi cenni del picco del petrolio, con conseguente aumento dei prezzi energetici: nessuno per esempio fa presente che il petrolio, base e motore della nostra “civiltà” industriale, dal 1999 a oggi è aumentato di oltre il 500%, altro che manovra economica e finanziaria!

L’ho usata lo scorso anno e riprendo questa frase che è in qualche modo da incorniciare:

se si vuole veramente la ripresa economica, se si vogliono determinare nuove possibilità di occupazione, se si vuole avere garanzia per l’aumento della produttività e quindi del reddito nazionale e il benessere delle popolazioni, le scelte da farsi in primo luogo sono quelle della difesa da così vaste ondate di piena dei fiumi e non la televisione a colori o le autostrade”

Domenico Pietri, Sindaco di Campogalliano,

nel 1972 dopo una grande piena del Secchia.

Bianco Natale,sara la volta buona?

Modena aspetta un “bianco natale” dal 1963 allora
caddero,il 25 dicembre 1963 appunto, 13 cm di neve. nella lunga
serie dell’osservatorio geofisico risulta che solo 7 volte dal 1830
a oggi è nevicato con neve misurabile al suolo nella nostra città a
Natale, con un massimo di 32 cm nel Natale 1870. In altre 5
occasioni i fiocchi non lasciarono traccia al suolo, per
complessive 13 comparse di neve natalizia dal 1830 a oggi, vedi
http://www.ossgeo.unimore.it/bianconatale.html per ulteriori
dettagli o il libro l osservatorio di modena: 180 anni di misure
meteoclimatiche Il bianco natale dunque è più raro di quanto
tradizione voglia. Ma sara la volta buona, quest’ anno? Qualche
chance di neve il giorno di Natale c’e, ma solo verso sera e con
condizioni al limite e incerte mentre maggiori speranze di neve ci
sono per il giorno di S.Stefano quando la depressione “Scarlett”
verra riattivata da aria fredda polare e potrebbe trasformarsi in
una vera depressione tirrenica nevosa Prima pero L’insistenza della
depressione Medirranea causerà ancora maltempo persistente, con
dominio però di aria mite fino la mattina di Natale e piogge anche
piuttosto abbondanti in montagna, con le consuete conseguenze
idrogeologiche dovute al mix fra estremizzazione degli eventi
meteoclimatici e dissesto del territorio. Si va pero ancora una
volta da un estremo all’altro in quanto il giorno di natale cambia
aria e la precipitazione diventa neve in appennino, un bianco
natale dunque si avrà molto provabilmente nei centri montani come
sestola e pievepelago e dal pomeriggio anche in collina, a Pavullo
e dintorni. Possibili fiocchi in serata attorno a Sassuolo e neve
possibili per tutto il giorno di S.Stefano che potrebbe essere
decisamente bianco sia a Modena che a Reggio Emilia e più in genere
in larga parte della regione Per ora l’evento è ancora incerto, per
cui non mi sento di azzardare quanta neve cadrà: aspetto, per una
volta, una sorpresa da babbo natale! Luca Lombroso

Non esiste buono o cattivo tempo

Secondo i rilievi eseguiti personalmente e volontariamente da Salvatore Quattrocchi e che verranno gentilmente messi a dispozione dell’Osservatorio Geofisico, la nevicata di venerdì 17 dicembre assomma, a Modena città, a 8 cm. L’ennesima di un anno decisamente nevoso, ma una nevicata di per se di consistenza abbastanza modesta, tuttavia perfida in quanto avvenuta proprio all’ora di punta del venerdì sera e sotto Natale, con temperature sotto zero, di -2,-3°C circa, con neve farinosa tipica da alta montagna che quasi volava via ma che, compressa al suolo, formava una tenace crosta di ghiaccio per la quale poco potevano fare le più moderne tecnologie delle automobili, gomme da neve, sale, mezzi meccanici ecc. Quasi un bis della “tormenta di Santa Lucia 2010” anche le temperature di stamane: -4.3°C in Osservatorio e -10.7°C al Campus universitario di ingegneria, valori ragguardevoli ma meno gelidi di quanto avvenne lo scorso anno proprio di questi giorni (-8.6°C il 21/12/2010 in Osservatorio).

Che giudizio dare dunque all’evento? Di per se, oggi una nevicata non è, se non raramente, un fenomeno particolarmente rischioso. Non ha molto sento parlare di “allarme neve”, peraltro nella nostra regione dall’inizio dell’anno sono stati diramati, dalla Protezione Civile, ben 127 allertamenti e gridare troppe volte “al lupo” poi fa abbassare la guardia quando il lupo arriva davvero.

Il problema è il mix fra la nevicata e il nostro frenetico modello di sviluppo: siamo noi che dobbiamo adeguarci ai tempi e ritmi della natura e non viceversa, sapendo per esempio rinunciare a una cena al ristorante, alla discoteca, alla palestra, al beauty center, allo shopping, tutte cose che possiamo tranquillamente rimandare. Ma d’altra parte i problemi sarebbero più contenuti e la gente rinuncerebbe più volentieri se a queste comodità non vi fossimo stati abituati da scelte politiche come quartieri dormitorio, servizi e attività decentralizzate, vere e proprie “calamite del traffico” come cinema multisala e centri commerciali, strade e tangenziali piene di svincoli, sottopassi, calvalcavia rotatorie che in occasione di nevicate le trasformano quasi in passi dolomitici.

Non esiste buono o cattivo tempo ma buono o cattivo equipaggiamento, ma anche la tecnologia, gomme da neve, sale, mezzi antineve ecc hanno dei limiti che noi non accettiamo ma che esistono se non altro perchè proprio in un pianeta limitato viviamo. Non possiamo dunque pretendere, anche per ragioni di sicurezza, di viaggiare in auto, treno e aereo agli stessi ritmi di quando c’è bel tempo.

Ed in ogni caso, consoliamoci col fatto che freddo e neve avranno breve durata anche stavolta: la prossima settimana cambia letteralmente aria, ancora una volta dalle gelide correnti artiche passiamo al mite scirocco africano. A meno di tenerne un po’ per ricordo in freezer, di questa neve, a Natale, non vi sarà probabilmente più traccia.

ricomincia la mia rubrica su Appennino bianco

Anche quest’anno le mie previsioni “speciali” per l’Appennino sono disponibili sul portale Appennino bianco, ecco a voi il primo post, uso   questo blog come archivio e per i commenti:

MeteoBlog di martedì 23 novembre 2010
RICOMINCIAMO? AFFILATE LE LAMINE!
Silente ma non dormiente: grazie a tutti quanti mi avete scritto e tranquilli, sono sempre qui a vigilare sulla grande neve del grande Appennino, che presto sarà bianco di nome e di fatto. Sono passati molti mesi da quando ci siamo lasciati, sotto le pazzie di Madre Terra e del vulcano che infine non si è rilevato così catastrofico da influenzare più di tanto il clima e l’estate. E a differenza di alcune notizie prive di fondamento che sono circolate in queste settimane, non stiamo ripiombando nell’era glaciale o nell’inverno più freddo degli ultimi 1000 anni e in fondo penso sia meglio così. 

siete curiosi di sapere che ho fatto in questi mesi? Beh, un po’ di vacanze mi ci volevano e così finchè c’è petrolio e prima di piombare nella fine del mondo o nel collasso della nostra civiltà (scherzo) ho pensato di andare a cercare nientemeno che l’inverno in piena estate, agli antipodi, andate a dare un’occhiata alle mie foto. Peraltro, nelle snow mountain, e il nome è tutto un programma volendo si sciava ma data la mia preferenza per le nevi nostrane e siccome laggiù non vi erano crescentine e lambrusco (in verità, in un bar le ho trovate, giuro!) ho preferito rincorrere canguri e coccodrilli.

altra cosa che ho fatto in questi mesi è una grande novità da molti attesa e richiesta: sono tornato in video, in TV, ormai si va sul digitale terrestre e dunque grazie a Class Meteo, nientemeno con un programma a mio nome, Lombroso Variabile, in onda su Class News Msnbc al venerdì alle 11, per un’ora intera dedicata a tempo e clima condotta insieme alla giornalista Silvia Sgaravatti. Tranquilli, per i tanti che a quell’ora sono al lavoro ci sono vari passaggi in replica al venerdì pomeriggio, sera e anche al sabato.

Torniamo dunque da noi, l’inverno bussa alle porte e probabilmente già sapete cosa bolle, anzi gela in pentola. Qualcosa sta cambiando e come al solito avviene verso San Clemente, quando l’inverno mette il dente. Aria fredda va ad alimentare la saccatura imperante da giorni in quanto iniziano a formarsi anticicloni nordici, i primi spiferi sono attesi da mercoledì pomeriggio, aumenteranno giovedì e venerdì si unirà la breve azione di una depressione Tirrenica. Non sarà nella configurazione da grandi nevicate ma comunque una prima gradita imbiancata fino a quote anche molto basse è praticamente garantita. Sul dopo, preferisco mantenere per varie ragioni prognosi riservata, unica cosa consolidata l’ennesimo week end di maltempo.

Tempo previsto dunque per oggi martedì 23 novembre 2010 giornata anche discreta, con poche nubi dalla parte emiliana ma cumuli imponenti quasi estivi nel settore Toscano da dove si scorgeranno tuoni e fulmini. Zero gradi a quota 1600 m, vento scarso.

La giornata di domani mercoledì 24 novembre 2010 è ancora abbastanza bella, ma il suolo resta ancora sgombro da neve e quindi passo avanti.

giovedì 25 novembre 2010 ilcielo si movimenta un po ma non c’è gran che da segnalare salvo i termometri in calo, lo zero termico scende a mille metri ma delle nubi ancora non scende praticamente nulla. A segnalare il cambiamento comunque il vento temporaneamente gira al SW

ed eccoci dunque al giorno della neve, venerdì 26 novembre 2010. In Appennino la do praticamente sicura, in collina molto probabile in pianura solo speranzosa per chi piace la neve o spauracchio poco probabile per chi viceversa gli da fastidio. Proviamo i primi azzardi di deposito? Necessariamente a questo stadio una forbice piuttosto ampia, diciamo da 5 a 25 cm a quota piste e qualche centimetro in collina, nessun deposito nella pianura emiliana, al più breve fioccata mista o molto bagnata.

E poi? Week end probabilmente molto tempestoso, l’aria fredda però va piuttosto verso la Spagna, ma non dico altro per non guastare la festa.

A giovedì per l’aggiornamento-neve

Luca Lombroso

gomme da neve o catene a bordo

Gomme da neve o catene obbligatorie, il mio parere. Aggiungo che non
rendono invulterabili: in caso di neve lasciate a casa l’auto. E’
l’auto che va proibita quando nevica, non la bicicletta come ha fatto
con una ordinanza il comune di Sassuolo

http://www.modenaqui.it/html/articolo/60136

Lombroso: «Misura giusta, mira a ridurre i pericoli»
Le amministrazioni si muovono già in vista della neve, memori delle
eccezionali precipitazioni dell’anno scorso.
Ma dobbiamo aspettarci una replica del passato? Il celebre meteorologo
Luca Lombroso invita alla prudenza: «Per ora – dice – non si possono
fare previsioni».
Lombroso, non ci si può proprio sbilanciare sull’inverno che verrà?
«No, è presto: qualsiasi previsione seria non va al di là di una
settimana.
Non possiamo ancora dire nulla su quello che verrà».
Nessuna tendenza che possa in qualche modo dare indicazioni di massima
sulla stagione? «Al momento, dai dati che abbiamo in mano, possiamo
solo dire di aver passato un ottobre freddo e un mese di novembre
abbastanza mite, cosa quest’ultima per nulla eccezionale: anche l’anno
scorso è stato così».
Dunque dobbiamo aspettare l’evolversi della situazione.
Cosa ne pensa, in quest’attesa, dell’obbligo di antineve? «Mi sembra
un’ordinanza ragionevole: è giusto attrezzarsi con le dovute misure in
vista dell’inverno con un obbligo che duri nel tempo in zone come
quelle di montagna, dove magari la gente non sta a guardare sempre le
previsioni e può essere sorpresa dalla neve».
Lei, anche se lavora a Modena, gli antineve li ha montati?
«Assolutamente sì, e penso di toglierli soltanto a primavera».
(da.
Modena Qui.)